a cura di Ilaria Mancia
La Pelanda si apre al pubblico con un nuovo movimento delle apparizioni artistiche di re-creatures. Installazioni e momenti performativi attiveranno gli spazi in sinergia con le altre attività di formazione, ricerca e produzione che si svolgono al Mattatoio.
Gli artisti e le artiste che presenteranno i loro lavori creano tangenze fra i diversi progetti, presentando opere prodotte nelle residenze di Prender-si cura, oppure dando forma alla condivisione delle loro pratiche nel Master MAP_PA (Master in Arti Performative di Palaexpo e Accademia di Belle Arti di Roma) e nei laboratori gratuiti.
re-creatures è un invito alla condivisione pubblica di un reticolo multiforme di proposte legate ai diversi linguaggi delle arti performative, nella convinzione che la ricerca artistica e le pratiche discorsive e critiche siano gli strumenti più efficaci per superare le chiusure identitarie, attivare un dialogo (anche fra le diverse specie), evitare escalation conflittuali, elaborare la follia della distruttività umana. Oggi più che mai.
Le aperture di maggio si susseguono nel tentativo di creare un ambiente in cui i corpi, attraverso il loro stare, fanno, della loro presenza un “divenire-intenso”, una molteplicità in cui prende voce la differenza, il canto, il lamento, il rito.
Questo spazio di sperimentazione, dove diversi linguaggi confluiscono in un incontro, manifesta un tentativo di decifrazione dell’invisibile, del rimosso, del nascosto, attraverso forme di esperienza del corpo “animale”, umano, vocale.
Le artiste e gli artisti presenti nel programma portano alla luce la necessità di ritualizzazione dello stare insieme, facendo emergere risonanze spaziali, immersive e sensoriali nella necessità di sintonizzarsi all’ascolto in una dimensione collettiva e pubblica.
Ambire alla poesia, sapendola irraggiungibile, è un atto politico che comprende la cura, il pericolo e la coscienza di sé.
Immagine: Motus, you were nothing but wind | 2021 ©Vladimir Bertozzi